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Impianti di rivelazione di incendi

Gli impianti di rivelazione incendi unitamente ad altri accorgimenti quali ad esempio l'impiego di materiali ignifughi rivestono fondamentale importanza per l'ottenimento dell'abitabilità delle varie strutture.

I vigili del fuoco danno sempre maggiore importanza al loro impiego.

Per impianti di rilevazione incendio si intende un insieme di apparecchiature in grado di rivelare e segnalare la presenza all'interno di un edificio o di una qualsiasi altra infrastruttura di un incendio. Tanto più rapidamente viene individuato un principio di incendio tanto minori sono le conseguenze, per cose e persone, dovute al diffondersi del fuoco.

La norma di riferimento per progettare e installare un impianto di rivelazione, è la UNI 9795 "Sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme" che ha stabilito i criteri standard relativamente al posizionamento dei sensori e dei dispositivi atti alla rilevazione dell'incendio. La panoramica dei rivelatori, costituita da apparecchiature elettroniche che rilevano la presenza del fuoco in base a fenomeni fisici connessi allo sviluppo dell'incendio, la si può comunque riassumere in tre categorie principali:

  • rivelatori di fumo, cioè quelli sensibili alle particelle dei prodotti della combustione e/ o pirolisi sospesi nell’atmosfera;
  • rilevatori di calore e temperatura, cioè quelli sensibili all’innalzamento della temperatura;
  • rilevatori di fiamma, cioè quelli sensibili alla radiazione emessa dalle fiamme di un incendio.

La centralina si occupa della gestione dei segnali provenienti dai sensori provvedendo all'attivazione dei dispositivi di segnalazione secondo i piani di intervento programmati.
Esistono diversi tipi di centraline, che si differenziano tra loro per quantità di sensori collegabili, tipologia di controllo ed identificazione dei sensori.

Le centraline di dimensioni più ridotte normalmente consentono il collegamento fino ad un massimo di 100-150 sensori. Con le centrali analogiche più evolute anche dette "indirizzabili" si può gestire una "comunicazione intelligente" con i sensori, consentendo così di individuare univocamente quello che ha generato la segnalazione facilitando cosi l'esatta individuazione del luogo di provenienza dell'allarme. Questo tipo di funzionamento viene solitamente indicato come "indirizzamento singolo".

In alternativa all'indirizzamento singolo si possono trovare centrali ad "indirizzamento collettivo" anche dette convenzionali, in cui la capacità di individuare il punto di provenienza dell'allarme è limitata a gruppi di sensori.
In questo caso il gruppo di sensori è definito dal percorso effettivo della linea elettrica a cui sono collegati i rivelatori. Le centraline sono inoltre dotate di una doppia fonte di alimentazione per garantire il funzionamento dell'impianto anche in assenza di alimentazione elettrica primaria (generalmente rete elettrica pubblica).
L'alimentazione elettrica secondaria è solitamente realizzata con batterie in tampone.

Scopri il nostro servizio di manutenzione sugli impianti di rivelazione


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